ESPERIENZE

Il viaggio solitario che mi ha cambiato la vita

19 Febbraio 2020 | BY MATTIA BERTOZ | 0 COMMENTI
Consigli per i viaggio Somewhere I Belong - Viaggio solitario

Il viaggio solitario che mi ha cambiato la vita

Oggi voglio parlarti di un Argomento molto trattato dai viaggiatori, una di quelle tematiche che rischia di risultare qualcosa di già sentito.

Ecco perché per affrontare questa parte mi avvarrò della mia esperienza personale. Proverò a trasmetterti le sensazioni che ho provato io e come un viaggio da solo abbia realmente dato una svolta alla mia vita.

Tutto iniziò nell’estate del 2017, avevo da poco cambiato lavoro per la terza volta e con quest’ultimo speravo di trovarmi di fronte ad un’opportunità che mi avrebbe potuto dare una maggiore stabilità e soddisfazione. A causa di questi continui cambiamenti era ormai più di un anno che non riuscivo a viaggiare e quando venni a sapere che nel mese di agosto avrei avuto una settimana intera libera (la prima da quando avevo iniziato a lavorare) decisi che avrei dovuto assolutamente approfittare di questa occasione per fare un bel viaggio.

Peccato che la notizia mi venne data un paio di settimane prima dell’inizio delle ferie stesse.

Così quando iniziai a proporre ai miei amici di partire ricevetti solamente dei no come risposta: ormai erano tutti già occupati tra chi non poteva, chi aveva troppo poco tempo di preavviso e chi aveva già programmato le sue vacanze.

Ma quella volta decisi che no, non potevo farmi sfuggire l’opportunità, in un modo o nell’altro sarei dovuto partire!

Pensai così di poterlo fare da solo, forte della grande determinazione che avevo.

I dubbi che mi ponevo erano molti: “mi sentirò solo?”, “saprò cavarmela in ogni momento senza supporto?” o ancora “ne varrà veramente la pena o sarà un errore?”. Queste e molte altre erano le domande, ma il desiderio di prendere quell’aereo era decisamente più forte.

Decisi così di farlo, e fu una delle scelte migliori della mia vita.

Partii alla volta di Budapest, inserendo nel mezzo una tappa a Bratislava che da lì distava circa 1 ora e mezza di pullman.

Non scenderò nella descrizione giorno per giorno del mio viaggio, ma nelle molteplici sensazioni che provai durante quell’avventura.

La prima in assoluto arrivò appena atterrato nella capitale ungherese: mi sentii pervadere da un grande senso di libertà! Percepivo il mondo nelle mie mani, ero io a dettare interamente le regole delle mie giornate!

Un secondo episodio particolarmente importante fu il momento in cui la seconda sera presi un battello per fare una mini crociera lungo il Danubio (che bella Budapest quando cala il sole!). In questo frangente conobbi una ragazza danese che, anch’essa da sola, prese posto a sedere vicino a me.

Iniziammo a parlare in inglese discutendo di viaggi ed in particolare del’affrontarli in solitaria. Questa conversazione, una volta scesi dal battello, non ebbe alcun seguito, ma dentro me lasciò un segno importante: qualcun’altro condivideva la mia stessa avventura, e chissà quante altre persone oltre a lei. Mi sentii meno “solitario” e più parte di una comunità di ragazzi con il viaggio nel sangue.

In contrasto a ciò, al ritorno in hotel quella sera iniziai a provare una leggera solitudine. Oltre al primo impatto, aver avuto la compagnia di qualcuno per una manciata di minuti mi fece ricordare quanto sia importante nel quotidiano avere qualcuno con cui parlare.

Questa contrapposizione di sensazioni fece maturare in me nei giorni seguenti una consapevolezza che, forse, è il vero scopo di un viaggio in solitaria: imparare a bastarsi!

Saper dare il giusto valore al tempo con sé stessi!

Durante quei giorni capii che viaggiare era ciò che mi rendeva felice, il mio scopo nella vita, e che da lì non avrei più smesso.

Nei mesi a seguire feci altri viaggi da solo, conobbi altre persone della mia età da varie parti dell’Europa e questo percorso concluse il processo che mi portò ad aprire completamente la mia mente: apprezzare la diversità a 360°! Ogni persona, da qualsiasi angolo del mondo, porta con sé usi, ideologie, e tante storie da raccontare. Il segreto è essere curiosi di ascoltare ed apprezzare tutto questo.

Ora, a distanza di un paio d’anni, ho trovato la mia compagna ideale di viaggio e sopratutto di vita, ci spostiamo sempre insieme e ci siamo posti l’obiettivo di esplorare ogni angolo del pianeta mano nella mano.

Le sensazioni e gli insegnamenti che, però, derivarono da quelle esperienze le porterò sempre con me come cambiamento e svolta nella mia vita.

Ecco perche tu che leggi, a meno che non ti sia già capitato, dovresti assolutamente provare un’esperienza di questo tipo.

Ti cambia, per sempre.

Tutti si pongono delle clausole per poter fare un viaggio, dei criteri senza i quali non si può partire, quando in realtà la cosa più importante è farlo! E basta.

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